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Manuale di progettazione edilizia Hoepli – Convenzioni internazionali

Tutela dell'opera dell'ingegno: Convenzioni Internazionali.
INDICE: LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI2.1- carattere internazionale delle opere dell'ingegno
2.2- opere di ingegno dell'architetto e loro protezione internazionale

2.3 le Convenzioni Internazionali e la tutela delle opere di ingegno
2.3.1 I principi fondamentali

2.4) Criteri di applicazione del diritto privato internazionale per la protezione del diritto d'autore.
2.4.1 Rapporto di reciprocità in applicazione dell'art 16 delle disposizioni preliminari al codice civile italiano.
2.4.2 Richiamo all'art 22 delle disposizioni preliminari.
2.4.3. altri esempi di diritto internazionele priv. in materia di opere di ingegno
2.4.4 In materia di trasferimento del diritto d'autore
2.5) Sistemi di tutela del diritto d'autore nella CEE.
2.5.1 Alcune normative nazionali
2.5.2 Applicabilità della normativa CEE

2.6) Protezione internazionale di opere di ingegno in architettura
2.6.1) industrial design
2.6.2) Know how 
2.6.3) Know how e normativa comunitaria
****************
Carattere internazionale delle opere dell'ingegno

I diritti dell'opera dell'ingegno sono, per loro natura di carattere internazionale, che si tratti di proprietà industriale, brevetti, marchi, disegni,  modelli o della proprietà letteraria o artistica.Questo carattere attiene al loro oggetto, che è immateriale, si presta ad una pubblicazione simultanea o successiva in più paesi.E' inoltre più o meno marcato a seconda del tipo di creazione: si addice in larga misura anche alle opere artistiche, figurative architettura, scultura, pittura e arti applicate all'industria.Peraltro la divulgazione grazie ai mezzi di comunicazione moderni è via via più estesa anche per il semplice assioma che " una volta conosciuta l'idea può di fatto essere utilizzata da chiunque".L'internazionalità comporta essenzialmente due conseguenze principali, una di natura commerciale, in considerazione del vasto interesse di mercato che si viene a determinare con una così ampia diffusione. L'altra è in merito alla proprietà intellettuale rispetto alla quale vi è un evidente conflitto fra diffusione internazionale e sua protezione.Il principio giuridico dominante nelle convenzioni internazionali per sancire una protezione dei diritti, è quello della territorialità e indipendenza di normativa nazionale.Ciascun paese protegge secondo la propria legge, senza tener conto salvo certune eccezioni, della protezione accordata allo straniero e in particolare al paese cosiddetto " d'origine" dell'opera.Sebbene vi siano similitudini le normative nazionali non sono sempre assimilabili.E' noto che la proprietà letteraria o artistica non sia costituita da un diritto unitario, ma da un insieme di diritti, dei quali i principali sono il diritto morale e il diritto patrimoniale.Nel diritto internazionale l'opera è protetta dalla legge di ciascuno stato. I Trattati bilaterali e più spesso quelli multilaterali assicurano quantomeno una misura minima di protezione agli autori.Opere di ingegno dell'architetto e loro protezione giuridica internazionaleL'attività dell'architetto si sostanzia  perlopiù in opere dell'ingegno suscettibili di tutela.Tali sono il disegno e il progetto, l'opera nelle sue diverse fasi di realizzazione, il design industriale le  eventuali invenzioni o modelli di utilità, il know how tecnico.Queste opere vanno considerate come categorie astrattamente meritevoli di una tutela di rilevanza giuridica.Se nel nostro ordinamento queste categorie di opere dell'ingegno ricadono in diversa classificazione giuridica, con forme di tutela perlopiù sancite dal codice civile, in ambito internazionale le differenze divengono più sfumate e la loro natura non è così eterogenea.La protezione internazionale di queste opere dell'ingegno è regolata dalle applicazioni delle Convenzioni Internazionali, che spesso ricomprendono complessivamente mezzi di tutela più ampi, e  dalle Leggi nazionali che sovente hanno criteri di protezione differenti dal nostro italiano. Diverso è il problema se e in quale misura garantiscano la tutela, poichè spesso è di difficile identificazione quale sia la Legge applicabile, se il diritto interno o internazionale, e in base a quale criterio.
Infatti talora non è sufficiente nè il recepimento diretto in Leggi nazionali delle Convenzioni Internazionali, nè il loro carattere di efficacia indiretta in quanto lo Stato in questione vi abbia dato adesione. Da ciò dovrebbe tra l'altro derivare un'efficacia altrettanto diretta per il carattere imperativo e vincolante della Convenzione, per il suo carattere impositivo sopranazionale.
L'effettiva applicabilità della tutela internazionale è spesso legata ad una serie di criteri di attrazione secondo la Legge nazionale, e in definitiva spesso ricade semplicemente sotto quest'ultima, pur con determinate garanzie di tutela minima e/o suppletiva, indicate dalle Convenzioni Internazionali.
Questa protezione riguarderà soprattutto il diritto d'autore internazionale, garantito dalle Convenzioni di Berna e di Ginevra. 
Per quanto concerne specificamente il design industriale, e modelli di utilità o invenzioni, bisogna richiamare l'applicabilità delle Convenzioni internazionali in ambito comunitario CEE, oltre che quelle del Paese in cui è avvenuta l'eventuale deposito o registrazione.
Infine per il know how è da richiamare la materia di cessione di tecnologia, in particolare il regolamento CEE 556/89, emanato in forza dell'art 85 del Trattato di Roma. 

1 Le Convenzioni Internazionali sulla tutela dell'opera dell'ingegno

A) IN TEMA DI DIRITTO D'AUTORE

LA CONVENZIONE DI BERNA 
La più antica convenzione, ratificata da ben 76 Stati ad eccezione degli USA, considerata fondamentale perché conferisce la protezione più completa, è la Convenzione dell'Unione, detta di Berna, firmata il 9.9. 1886 e successivi aggiornamenti fino al 26.6.1948, patrocinata dall'OMPI (organizzazione mondiale della proprietà intellettuale), e ratificata con Legge 16.2.1953 nr 247.
NOTE:
Caratteristiche della Convenzione dell'Unione
1) estensione della protezione delle opere dell'ingegno oltre i confini dello Stato d'origine.
2) livello minimo di protezione degli autori
3) contribuito all'armonizzazione delle normative nazionali.

LA CONVENZIONE DI MONTEVIDEO
Convenzione di Montevideo dell' 11.1.1889 sulla proprietà letteraria e artistica. Ha introdotto il criterio di collegamento fra l'opera dell'ingegno e la tutela di un unico ordinamento nazionale.

LA CONVENZIONE UNIVERSALE 
Venne firmata a Ginevra il 6.9.1952, detta Convezione Universale, sotto l'egida dell'UNESCO, recepita dalla Legge Italiana il 19.7.1956 con il nr.923. Ha per oggetto la protezione universale del diritto d'autore.
La legge 13.7.1966 ha ratificato il Protocollo nr 1 annesso alla Convenzione Universale di Ginevra, inerente la protezione delle opere degli apolidi e dei rifugiati.
NOTE
La convenzione universale ha le seguenti caratteristiche:
1) procede anch'essa dal principio di territorialità applicandosi solo a favore dei resortissants di stati non unionisti in relazione alle opere che essi pubblicano per la prima volta simultaneamente in uno stato dell'unione e in un paese terzo.
2) garantisce un livello minimo di tutela agli autori, non paragonabile all'ampiezza di quella della Convenzione di Berna.

Nella revisione di Parigi la Convenzione universale è stata:
1) ampliata negli strumenti di tutela, a proposito della traduzione dell'opera e dei diritti patrimoniali. 
2) innovata per quanto concerne la materia della protezione dell'opera nei paesi in via di sviluppo, introducendo un sistema che consente ai p.v.s. di adottare un sistema di " licenze obbligatorie" per la traduzione e riproduzione di opere dell'ingegno, a condizioni economiche privilegiate.

-Ratifica ed esecuzione della Convenzione Universale per il diritto d'autore, con protocolli, a Parigi il 24.7.1971, recepita con la Legge italiana 16.5.1977 nr 306. Anche Legge 20.6.1978 nr 399. 
LA DIRETTIVA CEE nr 93 /98

B) IN TEMA DI PROPRIETA' INDUSTRIALE:

CONVENZIONE DI PARIGI 
Adottata nel 1883 ha fondato una unione internazionale per la protezione della proprietà industriale. Ha avuto una serie consistente di revisioni.

NOTE:
Le principali materie trattate sono le seguenti:
1) regolamentazione del " right of national priority", previsto all'art.2, che garantisca ad ogni cittadino dei Paesi aderenti Unione eguale diritto di protezione.

2) regole sul "diritto di priorità", sancito all'art 4, che garantisce ad ogni richiedente il diritto di chiedere diritto di protezione per proprietà industriale simultaneamente, nei vari paesi aderenti all'Unione cui dovesse rivolgersi. Il diritto sarà quindi esteso ai Paesi aderenti all'Unione come se la richiesta fosse stata presentata nella stessa data, cioè quella di prima presentazione. Il principio di priorità si concreta nel diritto del primo richiedente di ricevere protezione dalle successive richieste di terzi durante il periodo concesso.

3) disposizioni specifiche relative alla materia del diritto di proprietà industriale.

4) previsione di un quadro di precedure di applicazione della Convenzione

CONVENZIONE DELL'AJA
Siglata 1925, ratificata da 21 Stati, disciplina in modo specifico il deposito di disegni e modelli industriali. E' stata riveduta a Londra nel 1934, e quindi nel 1960, completata successivamente con l'atto addizionale di Monaco del 1961, l'Atto complementare di Stoccolma del 1967 e il Protocollo di Ginevra del 1975.Infine modificato nel 1979.
NOTE: 
Le caratteristiche della convenzione sono:
dettare norme sostanziali sui requisiti per la brevettazione di disegni o modelli industriali, limitandosi a disciplinare, tramite l'istituzione di un Ufficio apposito, la procedura di deposito e di concessione di brevetti. 
CONVENZIONE IN MATERIA DI PROPRIETA' INTELLETTUALE
Adottata a Stoccolma il 14.7.1967 ratificata con Legge italiana 28.4.1976 nr 424. Ha dato vita al WIPO ( World Intellectual Property Organization), agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Il WIPO ha funzioni di tramite per il trasferimento di tecnologie nei paesi in via di sviluppo e per programmi ad esse inerenti.

IL PROTOCOLLO (DI GINEVRA) DEL 1975,
Modificato nel 1979, è relativo all'accordo Aja concernente il deposito internazionale dei disegni e modelli industriali, adottato il 29.8.1975.

CONVENZIONE DI LOCARNO
In vigore dal 27.4.1970, stabilisce un sistema di classificazione per il design industriale, ad uso degli uffici di ogni paese, competenti per la registrazione. Comprende 31 classi e 211 sub classificazioni di disegni con un elenco alfabetico di 6000 categorie di beni rispetto ai quali il design può essere utilizzato.

C) ALTRE CONVENZIONI 

Non strettamente inerenti il tema della protezione delle opere d'arte applicata e figurativa, quali i disegni o le opere di architettura:

-Convenzione sul brevetto europeo
-Trattato di Washington( PCT)
-Convezione sul Brevetto comunitario

1.    Convenzione del 15 12 1958, per la protezione degli scambi dei programmi e films a mezzo TV.
2.    Convenzione del 22 giugno 1960 per la protezione delle emissioni a mezzo TV.
3.    Convenzione firmata a Ginevra il 29.10 1971, per la protezione dei prodotti discografici contro le riproduzioni non autorizzate, Legge del 5.5.1976 nr 404.
4.    Convenzione di Bruxelles nel 1974,  concernente la distribuzione dei programmi trasmessi via satellite. 
5    Convenzione di Roma del 26.10.1961 per la protezione degli artisti e interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione.
6    Direttiva CEE nr 104-89 del Consiglio del 21.12.1988, recante ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa. Decreto legislativo 4.12.1992 nr 480

2.3.1 I principi fondamentali

Alcune Convenzioni Internazionali richiamano la necessità di garantire la libera circolazione di idee, fra cui vanno richiamate la dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo ( art 19) la convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo ( art 10) e le varie regolamentazione in ambito europeo per favorire la libera circolazione di beni e persone.
Queste forme di tutela sono necessariamente generali e talora generiche. Per contro vi è l'interesse dell'autore e suoi aventi causa, a vario titolo, a rimanere protetto da una tutela specifica per la propria opera. 
Si pone quindi il problema di ricercare quale sia il criterio in forza del quale assicurare una protezione contro la violazione dei diritti dell'opera nei vari paesi in cui si svolge la sua divulgazione.
Le Convenzioni in materia di protezione del diritto d'autore hanno utilizzato quindi principalmente i seguenti criteri:

TERRITORIALITA'
Criterio di tutela in base alla Legge nazionale del luogo in cui l'opera ha avuto pubblicazione o prima obbiettiva materializzazione.

LIVELLO MINIMO DI TUTELA
Sono stabilite una serie di regole comuni tali da garantire un livello minimo di tutela, realizzate eliminando o riducendo le differenze che si interpongono nelle legislazioni nazionali e facilitando invece la protezione delle opere nei paesi signatari delle Convenzioni. Sono norme uniformi di diritto sostanziale che vengono poste per assicurare un minimo di protezione comune.
Questo insieme costituisce ciò che viene chiamato " trattamento unionista". Questa unificazione è difficile da realizzare a meno che non siano regimi normativi nazionali simili o comunque facilmente suscettibili di armonizzazione.

ASSIMILAZIONE
L'assimilazione è un concetto che è la base di gran parte degli accordi internazionali: la libera circolazione dei beni e persone necessari allo sviluppo del commercio internazionale esige l'uguaglianza fra gli individui a tutti i paesi e l'eliminazione di tutte le misure protezionistiche che costituiscono un vantaggio nazionale. Le opere godono di protezione nei paesi unionisti, quale è riconosciuta nei vari paesi unionisti ( vedi art 5 Conv. di Berna).
Occorre quindi che lo straniero unionista, cioè di paese aderente all'Unione, sia assimilato alle condizioni di tutela spettanti al cittadino in ambito nazionale.

2.4) Criteri di applicazione del diritto privato internazionale per la protezione del diritto d'autore.

Per definire la tutela applicabile all'opera d'ingegno pubblicata, dovranno essere definiti i relativi "criteri di attrazione," contenuti nelle Convenzioni Internazionali e perlopiù nelle normative nazionali.
Ciascun ordinamento nazionale dispone di un sistema di norme atto a definire quale sia la normativa applicabile qualora vi siano alcuni " elementi di estraneità". 
Tali elementi potranno essere a seconda degli ordinamenti nazionali, la cittadinanza dell'autore, o il luogo di prima o successive pubblicazioni e simili.
Di seguito, nel presente capitolo par 2.4.1 e 2.4.2, si prenderanno in esame i criteri stabiliti nel nostro ordinamento, quindi il richiamo ai sistemi di diritto internazionale privato di altri Paesi, e il conflitto di Leggi che può derivarne.
Sebbene il tema appaia sterile e ed eccessivamente tecnico è indispensabile comprendere che il problema della Legge applicabile è rilevante, proprio perchè spesso le Convenzioni Internazionali chiamano in causa l'applicazione della Legge territoriale.
Pertanto gli elementi giuridicamente rilevanti al fine di identificare la Legge territoriale applicabile saranno perlopiù indicati dalla stessa Legge nazionale.

2.4.1 Rapporto di reciprocità in applicazione dell'art 16 delle preleggi al codice civile italiano.

L'art 16 delle preleggi al codice civile italiano, presiede al recepimento in Italia dei diritti degli stranieri, ammessi a ragione della reciprocità.
A stretto rigore di interpretazione dell'art 16 delle preleggi e in connessione con l'art 2575 c.c. e con l'art 1 e seguenti Legge 22 aprile 1941 nr 633, è prevista una protezione in Italia alle opere dell'ingegno dell'autore straniero, qualora sia onsentito al cittadino italiano un analoga protezione nello Stato estero.
La protezione dei diritti dell'autore straniero non è direttamente applicabile conformemente al suo ordinamento di origine, per almeno due ragioni:

1    la protezione dell'opera d'ingegno trova riconoscimento nella legge italiana, ma in quanto essa recepisce convenzioni internazionali. Il sistema di riconoscimento è quindi spesso riferito all'adesione che l'Italia e il paese dello straniero hanno dato alla Convenzione Internazionale. Si applicherà pertanto non la disposizione propria di ciascun ordinamento originario dello straniero ma la Convenzione cui entrambi gli Stati abbiano dato adesione.

2    il regime di reciprocità in questo ambito comprenderebbe una eccezionale varietà di riconoscimenti, propri di ciascun sistema normativo nazionale, quantomai esteso in questa materia per varietà di natura della protezione del diritto d'autore, e per quanto concerne la sua estensione.
In molti casi il riconoscimento della eventuale reciprocità porterebbe a consentire una troppo ampia varietà diritti, tali da non trovare corrispettivo accoglimento nell'ambito dell'ordinamento italiano. Questo eccesso costituirebbe infatti una difformità intollerabile, poiché il riconoscimento opera necessariamente, anche per esigenze di certezza del diritto, all'interno delle disposizioni del codice civile italiano e delle categorie di protezione da questo derivate per elaborazione normativa. Così sono state elaborate la disciplina sulla protezione del diritto d'autore, la normativa inerente il riconoscimento delle invenzioni i modelli di utilità, sul design industriale.
Pertanto il riconoscimento ai diritti dello straniero in Italia, per quanto concerne la protezione di questi suoi diritti specifici, rimarrà compreso perlopiù in quell'ambito di protezione più ampio costituito dall'ammissione al godimento di tutti i diritti civili e politici, in quanto compatibile con lo status di straniero in Italia e  fino all'eventuale riconoscimento della cittadinanza. 

2.4.2 richiamo all'art 22 delle disposizioni preliminari al codice civile italiano

Per garantire i diritti inerenti l'opera dell'ingegno sia esso disegno, progetto o quant'altro attinente l'opera di architettura bisogna identificare quale sia la legge applicabile.
E' frequente il richiamo all'art 22 delle disposizioni preliminari al codice civile che recita " il possesso, la proprietà e gli altri diritti sulle cose mobili e immobili sono regolati dalla legge del luogo nel quale le cose si trovano."
Secondo una parte della dottrina bisogna rifarsi infatti al citato art. 22, in considerazione del carattere immateriale delle opere dell'ingegno. 
Altra parte della dottrina, non riconoscendo le opere dell'ingegno fra i " beni" contemplati dall'art 22, afferma che nella legislazione italiana in materia, vi siano sufficienti richiami alle Convenzioni Internazionali ratificate.
Si deve osservare comunque, che l'art 22 si occupa della proprietà, del possesso e degli altri diritti sulle cose, nella loro materialità. Il diritto d'autore ha invece per oggetto un bene immateriale che è l'opera dell'ingegno, in quanto attività intellettuale di carattere creativo. L'opera dell'ingegno va dunque disgiunta dal suo prodotto.
Vero è che la seconda teoria esposta viene a dare riconoscimento al criterio della legge locale, o territorialità, per l'applicazione della tutela sull'opera realizzata, in quanto luogo in cui viene materializzata e obiettivizzata l'attività creativa.
Secondo altre correnti dottrinarie si dovrebbe ricorrere ad altri criteri suppletivi, talora. pur senza uscire dall'ambito dell'art 22: il luogo di residenza o di prima pubblicazione dell'opera, la cittadinanza o il domicilio dell'autore.
Superfluo è il commento sull'utilità del collegamento, anche perchè esorbita dall'applicazione dell'art 22 richiamando piuttosto criteri di attrazione propri di altri articoli delle disposizioni preliminari.
Altre strade di interpretazione hanno fatto invece ricorso ad un esplicito richiamo alla legge italiana del 1941, come recepimento del diritto internazionale alle convenzioni di Berna e di Ginevra poi modificata con l'atto di Parigi del 71.
Questa chiave di ricerca è stata quindi individuata nel " luogo in cui si intende disporre e godere delle opere dell'ingegno". Cass. 29.7.1958 nr 2754.
Se tale principio può essere utile richiamo per la legge italiana non vale anche a invocare l'applicazione della legge all'estero. L'art 185 della legge del '41 recita " Questa legge si applica a tutte le opere di autori italiani dovunque pubblicate per la prima volta, salve le disposizioni dell'art 189. Si applica egualmente alle opere di autori stranieri domiciliate in Italia, che siano state pubblicate per la prima volta in Italia".
Ciò significa che l'art 185 discrimina fortemente l'applicazione e la sfera di competenza del diritto interno e di quello straniero, poiché agli stranieri non sarà applicabile la loro legge nazionale ma quella del nostro paese, qualora la prima pubblicazione sia avvenuta in Italia.

2.4.3 Altri esempi di diritto internazionale privato in materia di protezione di opere di ingegno
Per fare un parallelo con alcuni paesi europei si può fare un breve excursus volto all'esame dei criteri di applicazione o esclusione della normativa nazionale:

GERMANIA
E' riservata agli autori tedeschi l'applicazione della legge nazionale ovunque sia pubblicata l'opera, nonché a condizione di reciprocità. La legge tedesca, ovunque sia pubblicata l'opera, purchè per la prima volta in Germania.
Il sistema è quindi analogo a quello italiano, esprimendosi anch'esso nella impossibilità di ammettere una bilateralizzazione.

FRANCIA
Gli autori francesi godono della protezione della Legge nazionale anche in caso di prima pubblicazione all'estero, come risulta da orientamento della giurisprudenza e  indirizzo dottrinario.

AUSTRIA
Gli autori austriaci godranno di protezione nel loro ordinamento e così pure gli autori stranieri che abbiano pubblicato in Austria.
Le opere degli stranieri non pubblicate o pubblicate all'estero avranno tutela nelle convenzioni internazionali o in mancanza nella Legge austriaca.

GRECIA 
La legge prescrive solo a quali condizioni il diritto nazionale è applicabile ad autori stranieri quando tali condizioni non sussistano.

In conclusione la tesi della territorialità appare come principale realtà applicativa della legge a protezione del diritto d'autore, emerge come criterio di applicazione prevalente nella legislazione italiana come nelle convenzioni internazionali.
Ogni volta che in uno stato si ponga un problema di diritto d'autore va in applicazione la legge locale con esclusione di qualsiasi altra, senza richiamo a norme straniere.
Conferma dell'autorevolezza di tale criterio si ritrova nelle convenzioni di Berna e di Parigi.
Questo sembra essere confermato dal contenuto dell'art 7.8 della Convenzione di Berna e dal corrispondente art IV 4a della Convenzione Universale.
Dette prescrizioni stabiliscono che uno Stato non è tenuto a accordare ad un'opera straniera una protezione di durata superiore a quella prevista nel Paese d'origine.
In merito alla durata della protezione, sia la Convenzione di Berna, all'art 7.1, sia la Convenzione Universale, all'art. IV 2a, dettano una norma sostanziale in materia, prescrivendo per tutti gli Stati, l'obbligo di proteggere l'opera dell'ingegno, rispettivamente per i 50 e per i 25 anni, successivi alla morte dell'autore.

2.4.4 In materia di trasferimento del diritto d'autore
In materia di trasferimento del diritto d'autore, non potrà applicarsi il criterio territorialistico alle discipline degli atti di trasferimento dei diritti d'autore di natura contrattuale o successoria.
La Legge italiana del 41 prevede alcuni criteri per la cessione dei diritti art 107 e 114 ( cessione diritti utilizzazione) art 115 e 117 trasmissione per causa di morte, contratto di edizione 118 e seguenti. La Direttiva 93/98 impone ai paesi Cee e anche all'Italia, di uniformare la disciplina relativa alla durata del diritto d'autore fino a 70 anni dopo la morte dell'autore.
Dove sono richiamate le norme comuni del codice civile, subentra, in presenza di elementi di estraneità la competenza di ordinamenti stranieri, secondo quanto previsto dalle norma di diritto internazionale privato di volta in volta applicabile.
Per la cessione dei diritti fra vivi sarà applicabile la Convenzione di Roma del 19.6'80, e in materia successoria l'art 23 delle disposizioni preliminari al codice civile, che richiama la Legge nazionale del de cuius al momento del trapasso.

2.4.5) Sistemi di protezione del diritto d'autore nei paesi CEE 

Poichè la Convenzione di Berna e la Convezione di Ginevra in materia di diritto d'autore, oltre a fissare un minimo di tutela comune e di armonizzazione fra le leggi nazionali, rinviano espressamente a queste ultime, converrà dare un breve quadro orientativo sulle discipline nazionali applicate.

2.5.1)Alcune normative nazionali

Sebbene sia difficile dare un quadro complessivo della normativa comparata fra i diversi paesi CEE, si possono rinvenire disposizioni similari, tali da poter giungere a identificare matrici comuni e forse criteri paragonabili cui le citate normative si sono ispirate:

1) FRANCIA, DANIMARCA, ITALIA,
hanno in comune la distinzione fra diritto patrimoniale e diritto morale d'autore. 
Sotto questo profilo l'analogia si estende al carattere di inalienabilità e imprescrittibilità del diritto morale, diversamente dal diritto patrimoniale d'autore, trasmissibile e soggetto ad una caducità temporale.

2) IRLANDA e REGNO UNITO 
hanno un regime normativo dove non compare il diritto morale d'autore, ma piuttosto il concetto di reputazione.
Qualcosa di simile a ciò che si ritrova nell'art 20 della legge italiana sul diritto d'autore, mutuata dalle convenzioni internazionali, cioè l'idea che l'autore abbia diritto alla tutela di onore e di reputazione. Non sembra quindi del tutto ricompreso il concetto di paternità dell'opera, se non in via traslata. L'autore ha naturalmente diritto patrimoniale sull'opera, senza beneficiare della facoltà di ritirare la stessa dal commercio.

3) la GERMANIA 
sembra invece far parte di una corrente normativa a se stante, considerando non disgiunti il diritto morale e il diritto patrimoniale. La conseguenza di ciò è che il diritto patrimoniale è, nella sostanza, il più rilevante.

Deve qui essere richiamato l'art 6 bis della Convenzione di Berna, che sembra compatibile con tutti i sistemi di tutela sopra esposti.

L'estensione della tutela dell'opera dell'ingegno è differente nei diversi paesi, in particolare per quella forma di manifestazione del pensiero attraverso la parola, comunque trasmessa e recepita.
Qualora l'opera non prenda una forma concreta e tangibile la protezione accordata da alcuni stati europei potrebbe raggruppare gli stessi nel modo seguente:

ITALIA, GERMANIA, FRANCIA, DANIMARCA
estendono la protezione a prescindere dalla forma di divulgazione,  per il solo fatto dell' esistenza dell'opera. 

REGNO UNITO
dove si intende la protezione dell'opera come qualcosa maggiormente legata alla manifestazione materiale dell'espressione intellettuale.

2.5.2 Applicabilità della normativa CEE

Il Trattato CEE non riguarda esplicitamente il problema del diritto d'autore, ma solo con riferimento alle transazioni invisibili di cui all'art 106.3.
La Corte di Giustizia ha dunque progressivamente applicato la disciplina della libera circolazione delle merci e dei servizi al commercio di opere protette.
La Commissione e la Corte hanno ribadito le protezioni del diritto d'autore principalmente in applicazione del diritto comunitario in materia di anti-trust. L'art 36 del Trattato CEE infatti ricomprende nella nozione di proprietà industriale il diritto d'autore e i diritti connessi.
La Corte ha consolidato una dottrina detta "dell'esaurimento" comunitario delle proprietà industriali: cioè le norme nazionali che consentono ad un " autore, in uno Stato, di opporsi all'importazione di esemplari dell'opera in un altro Stato sono incompatibili con l'art 30, e vietate dall'art 36. Ciò contrasterebbe con il principio di libera circolazione delle merci all'interno della CEE, di fronte al quale il diritto d'autore in uno Stato si esaurisce.
In particolare l'autore non potrà dunque impedire l'importazione di esemplari dell'opera che siano stati messi in commercio dall'autore stesso o previo suo consenso.
L'esaurimento del diritto d'autore non si applica nei seguenti tre casi:
1)quando la produzione nel paese di esportazione costituisca violazione dei diritti paralleli del medesimo autore.
2) quando l'importazione riguardi esemplari dell'opera lecitamente fabbricati da terzi in un paese in cui essa non rientra nella categoria delle opere protette dal diritto nazionale d'autore.
3) qualora sia trascorso il periodo di tutela minima.
Il principio dell'esaurimento comunitario non si applica quando la prima pubblicazione sia avvenuta al di fuori della CEE, caso in cui permane il diritto dell'autore ad opporsi all'importazione dell'esemplare. 
La dottrina più autorevole ha confermato il permanere di tale diritto anche quando vi siano Trattati fra la CEE e lo Stato ove si avvenuta la pubblicazione o quando l'opera sia in circolazione nei paesi CEE in forza dell'art 9 del Trattato CEE.
L'esaurimento del diritto d'autore citato, non comporta la privazione di altre prerogative dell'autore, anche se certamente il diritto morale trova un preciso limite nella impossibilità di impedire la circolazione dell'opera nella CEE.

Bisogna rilevare che l'opera dell'ingegno si può talora esplicare anche in un servizio, secondo la nozione dell'art 59 del trattato CEE. 
La Corte di Giustizia Europea a questo riguardo ha definito che l'art 36 del Trattato CEE va inteso in via estensiva con validità anche per quanto concerne la libera circolazione dei servizi.
Sotto questo aspetto quindi permane maggior tutela dell'autore che potrà ricorrere alla normativa nazionale, qualora la diffusione sia lesiva dei propri diritti acquisiti.
In conclusione pare necessaria una regolamentazione più rispettosa del diritto d'autore, anche per la necessità di rifarsi a principi non elaborati da autorevole giurisprudenza ma riferiti direttamente a testi normativi inerenti.
Vale la pena di ricordare che la Commissione ha in corso di definita elaborazione un "libro bianco" generale sul diritto d'autore.

2.6) Protezione internazionale di altre opere di ingegno 

Le opere di architettura rientrano senza dubbio nel campo di protezione del diritto d'autore.
Sul piano internazionale, dalla revisione di Berlino della Convenzione di Berna, le opere di architettura sono direttamente tutelate all'art 1 e 2.
Sono espressamente richiamati i disegni e le opere dell'architettura.
Sono quindi tutelate le opere realizzate, cioè quelle giunte ad un risultato finito, come pure gli " abbozzi" e i disegni, e le attività preparatorie delle opere di architettura.
Per alcuni autori anche il design, inteso come evoluzione storica dell'arte del disegno, può essere indicata come protetta dalla medesima disposizione internazionale.
Anche la tutela del disegno di arredo interno e progettazione di singoli elementi di arredamento può essere oggetto di tutela.
Bisogna però sottolineare che dottrina e giurisprudenza italiana sono contrari ad ammettere il design fra le opere oggetto di tutela in via estensiva del diritto d'autore.
L'interpretazione dell'art 2.4 della Legge sul diritto d'autore la esclude per il suo carattere di "arte applicata all'industria" richiamandosi al concetto di scindibilità.
Anche i modelli sono esclusi dall'applicazione della tutela del diritto d'autore in forza dell'art 5 della legge italiana sulla protezione del diritto d'autore.
Tali esclusioni concettuali non si trovano nella legislazione di altri paesi e neppure nelle Convenzioni Internazionali che si preoccupano principalmente di un livello di tutela minimo rinviando la protezione alle disposizioni dello Stato territoriale.
Indubbiamente il valore creativo dell'opera e del disegno, il suo valore intrinsecamente artistico ne eleveranno la natura a bene culturalmente degno di tutela, anche se normativamente potranno essere oggetto di diversa protezione.
I modelli sono comunque spesso protetti in seguito alla brevettazione: il brevetto conferisce un'esclusiva su una creazione che viene illustrata in tutti i possibili sviluppi ricollegabili concettualmente alla creazione.
Come per le invenzioni industriali anche per i modelli è necessaria una descrizione che spesso si concreta nel deposito di un disegno del modello.
Effettivamente il modello ha una predominanza dell'idea di forma rispetto alla forma in sè, che si realizza nel design.
Da ciò deriva la diversa disciplina per cui il design rimane ricompreso piuttosto nella tutela del diritto d'autore.

2.6.1) Industrial design 
premessa: Nella trattazione che segue si dovrebbe intendere il disegno, non nel senso proprio della legislazione italiana, ma nella accezione comune e dell'architettura, cioè il progetto e il modello indipendentemente dalla suscettibile utilità economica. 

Il campo della protezione del design è regolato molto diversamente in ciascuna legislazione nazionale. Anche nella citata Convenzione di Berna, art 2.7 viene rimesso alla legislazione nazionale di determinare l'ampiezza dell'applicazione dei diritti spettanti all'arte e al design, come pure le condizioni alle quali è sottoposta la protezione dei disegni e modelli industriali.
La legislazione italiana in tema di brevetto " per modelli e disegni ornamentali" contenuta negli artt. 2592-2594 del codice civile e nel R.D. 25.8.1940 nr 1411 e successive modifiche ( legge 60 del 14.2.1987) ha recepito l'armonizzazione disposta con l'Accordo dell'Aja del 6.12.1925 e successive revisioni, ratificata dall'Italia con Legge 24.10.1980 nr 744.
La Legge nr 60 ha disposto che con una sola domanda di brevetto si possa chiedere deposito di non oltre 100 modelli e disegni purchè destinati ad essere inseriti nella medesima classe di Classificazione internazionale di disegni e modelli, in base all'Accordo di Locarno dell'8.10.1968, ratificato con Legge italiana del 22.5.1974 nr 348.

In Italia si esclude il design dalla protezione del diritto d'autore richiamando la sua protezione a specifiche forme di protezione; ciò deriva dalla nozione giuridica che separa il valore artistico e il carattere industriale, con il criterio della "scindibilità" della Legge 633 del 22.4.1941 sul diritto d'autore.
Secondo la richiamata pronuncia della Cassazione ( 27.1.1977 nr 3238) perchè possa essere ritenuta oggetto di tutela della legge sul diritto d'autore occorre che l'opera sia oggetto di valutazione estetica, anche prescindendo dall'oggetto industriale cui è stata applicata.

Questione fondamentale è quanto possa essere affidabile, per l'avente diritto, la protezione specifica del " disegno", in senso ampio, e cumulativamente la protezione fornita dal diritto d'autore, così come è intesa in alcuni paesi europei.
In molti paesi la protezione dei "disegni" si ottiene con il deposito degli stessi e con il pagamento di una somma.
La protezione comunque non dipende strettamente da alcuna specifica formalità, ma si determina con la mera attribuzione e paternità. 
Nella maggior parte dei paesi la protezione specifica riservata ai disegni è di 15 anni.
Tuttavia nei paesi dove sono in vigore sistemi di protezione cumulativi, la miglior protezione è assicurata dalla protezione del diritto d'autore, tant'è  che vi è una bassa percentuale di disegni depositati. E' il caso di rimarcare che il deposito spesso assolve ad una funzione di protezione per la copia depositata e non per i successivi adattamenti. Il diritto d'autore copre invece anche questo caso.
Un breve panorama generale può contribuire ad una chiara visione della protezione assicurata in alcuni paesi europei dalle Leggi nazionali:

BELGIO sistema cumulativo
DANIMARCA sistema cumulativo (moderatamente restrittivo)
FRANCIA sistema cumulativo. Il livello di protezione artistico richiesto per ottenere protezione sembra piuttosto modesto.
GERMANIA Riconoscimento pratico di un sistema esclusivo di protezione, (anche se teoricamente sarebbe un sistema di protezione cumulativo molto restrittivo).
GRECIA Non vi è sistema di protezione del disegno, la protezione è assicurata dal diritto d'autore.
INGHILTERRA sistema esclusivo. In corso di elaborazione un sistema di protezione triplice: diritto d'autore, diritto relativo al disegno e diritto di registrazione del disegno.
IRLANDA sistema esclusivo
LUSSEMBURGO sistema cumulativo
OLANDA sistema cumulativo
SPAGNA sistema cumulativo

Probabilmente un sistema europeo di protezione del disegno potrebbe essere un'ottima soluzione poichè in alcuni Stati soccorre la sola protezione del diritto d'autore.
Non sarà tuttavia il caso di eliminare la protezione specifica sui disegni sino ad una complessiva armonizzazione normativa e dovrà essere operata una scelta fra il sistema esclusivo e quello cumulativo. 
Sembra quindi preferibile l'opzione del sistema cumulativo proprio di alcuni Paesi sopra citati.
In ambito più estesamente internazionale, è significativo che il Consiglio CEE avesse adottato con il regolamento nr 3842/86 in data 1.12.1986:" Misure intese ad vietare l'immissione in libera pratica di merci contraffatte". 
Limitato per la verità alla contraffazione dei marchi", è seguito dal relativo regolamento di attuazione della Commissione europea( nr 3077/ 87 del 14.1.1987). 
Successivamente (Giugno 1988) la Commissione ha elaborato una " green paper on copyright and the challenge of technology-copyright issues requiring immediate action".
Anche queste tendenze rafforzano la convinzione che sia in atto un processo di normazione volto ad evitare la contraffazione di origine europea e più ancora di provenienza extra comunitaria.
A livello internazionale il GATT ha elaborato un codice contro la contraffazione dei marchi, che verrà esteso al design. 
Sono forse note anche le discussioni in sede GATT ( Uruguay Round) per quanto attiene alla proprietà intellettuale, e in merito all'industrial design, che hanno condotto a documenti per l'affermazione di alcuni fondamentali principi in materia. 

2.6.2) Know how 

Nella maggior parte dei casi i lavori svolti da uno Studio di architettura si fondano su un know how metodologia ed esperienza propria degli architetti e tecnici, sia che si tratti di nozioni generali o particolari, che di procedure e tecniche pratiche.
Tali informazioni sono o dovrebbero essere considerate confidenziali, in quanto gli studi effettuati per raggiungere le nozioni necessarie sono un valore di base dello studio professionale, che ne ha la proprietà industriale. 
Il problema che si pone più di frequente è il caso di riutilizzo non autorizzato dei disegni e documenti elaborati dallo Studio professionale da parte del committente, anche in occasione delle trattative preliminari. 
In questi casi è assai arduo per l' architetto far rispettare i propri diritti, quali il divieto di utilizzazione dell'opera dei disegni, delle tecniche, a maggior ragione quando siano il frutto di uno specifica analisi o approfondimento individuale, non riconducibile quindi ad un patrimonio generale della categoria professionale. 
Sul piano internazionale non esiste una protezione legale paragonabile a quella organizzata in materia di brevetti, per le prestazioni degli studi professionali o di ingegneri e consulenti, know how industriali e di assistenza tecnica.
Questa è la ragione per cui la Camera di Commercio Internazionale ha adottato alla 65^ sessione del Comitato Esecutivo fino dal 17.2.1961, una Risoluzione che raccomanda l'introduzione nella legislazione nazionale, di un certo numero di disposizioni destinate a sanzionare la divulgazione abusiva.
Certamente lo studio professionale o il proprietario di know how non sono completamente privi di protezione verso le violazioni del cliente o di terzi. 
Beneficiano in effetti della protezione relativa alle "azioni" di concorrenza sleale, di risoluzione del contratto con risarcimento dei danni e degli interessi, attraverso le vie giudiziarie civili e talora penali che si rinvengono, di fatto, in molti ordinamenti statuali esteri. 
Questa protezione non è sempre sufficiente, giungendo in taluni paesi, ad essere perfino inesistente. 

2.6.3 Know How e normativa comunitaria
Nella comunità europea la cessione e licenze di know how sono disciplinate dal Trattato di Roma.
Normalmente la libera concorrenza all'interno del mercato comune impone determinati effetti di "annullamento" sulle norme o previsioni contrattuali volte a limitare eccessivamente l'uso dei diritti di proprietà industriale, in contrasto con il principio suesposto.
Il regolamento 556/89 prevede che possano essere disposte dal rivenditore o licenziatario, o "proprietario" del know how, determinate protezioni contro la concorrenza, quali una esclusiva, anche territoriale, e per un certo periodo di tempo, volto a compensare lo sforzo per l'acquisizione dello stesso know how.
Il regolamento è quindi dispositivo per le cessioni contrattuali di  c.d. know puro e per gli accordi negoziali misti comprendenti know how e brevetto.
I requisiti del know how, definiti dal regolamento, sono che sia segreto, sostanziale, identificato, essendo "un insieme di informazioni  tecniche segrete, sostanziali e identificate in una qualsiasi forma appropriata."

2.6.3.Alcuni esempi di clausole contrattuali

( l'editore HOEPLI dovrà ottenere l'autorizzazione alla pubblicazione delle clausole qui riportate presso gli Enti competenti in partioclare le condizioni contrattuali FIDIC, SIA FABI e quanto altro esposto a titolo di esempio venga riportato letteralemnte su supporto informatico dall'Editore)

Si può constatare che gli interessi in questione non possono che essere, in genere, difesi che con le armi che gli "operatori stessi possono forgiare". 
I giuristi incaricati della redazione dei contratti, sono infatti inclini a proteggere la proprietà industriale con disposizioni contrattuali specifiche. 
Sono qui richiamate alcune clausole contrattuali di frequente applicazione. 
In particolare, in materia di consulenza e trasferimento di know how:
a) clausole specifiche.
b) estratti delle Condizioni Generali Internazionali di convenzione fra cliente e ingegnere-consulente ( FIDIC).
c) estratto dai Regolamenti stabiliti dalla Società svizzera degli Ingegneri ed Architetti (SIA art 5): 
il Regolamento nr 102 concernenti lavori e onorari degli architetti,
il Regolamento nr 103 concernente i lavori e onorari degli ingegneri civili;
d) un estratto delle Condizioni generali di un Progetto di protezione del Know How. 
e) un estratto delle condizioni generali (FABI) 
f) condizioni generali Syntec 1975
g) condizioni generali Fidic- Igra 1976

Come già detto possono presentarsi alcune difficoltà in materia di know how, prima della conclusione del contratto di cessione in ragione delle negoziazioni preliminari che implicano di sovente la comunicazione, eventuali informazioni necessarie a creare interesse per l'opera in oggetto. 
A questo proposito una importante Organizzazione raccomanda " di aver cura di non divulgare involontariamente alcuni segreti o dare informazioni che permettano di scoprirli." 
Questa precauzione è particolarmente raccomandata agli esperti che hanno maturato specifiche cognizioni.
In materia di assistenza tecnica le clausole abitualmente utilizzate sono " mutatis mutandis" quelle stipulate nei contratti di consulenza e di trasferimenti di know-how. 
La clausola generale di assistenza tecnica, seppure comporti obbligazioni contrattuali giuridicamente diverse, è raramente inclusa nel contratto di prestazione professionale.
E'invece frequentemente prevista nei casi di cessione di know how, quando costituisca parte integrante delle prestazioni fornite dallo studio professionale.